Lecce città del barocco – Un reportage fotografico

Lecce città del barocco – Un reportage fotografico

Sono appena arrivato a Lecce, mi affaccio alla finestra dell’hotel dove alloggio, è inverno e sotto di me una distesa di pianura di erba verde ricoperta di brina. Sullo sfondo in lontananza, le pale eoliche che sembrano far fatica a girare, forse stanche anche loro di una giornata di lavoro e che evocano antiche rimembranze di un passato. L’aria è accarezzata da un leggera brezza di scirocco che la rende odorosa di umido e accarezza le sagome dei passanti.

Chissà se le mie foto verranno bene con questa leggera sabbia che di certo si polverizza nell’aria: pazienza, sicuramente non voglio perdere l’occasione di “pittografare” questo angolo di Salento tanto simile alla mia Sicilia, dove la gente parla siciliano come fossimo a Palermo e il barocco non è dissimile da quello di Noto.

Sorseggio un caffè mentre mi godo la quiete di questo tramonto d’inverno, appena interrotto da qualche colpo di clacson; il caffè che ho appena assaggiato è stato di mio gradimento, conferendo un gusto dolce amaro a questa giornata e facendomi crollare dal sonno dopo il lungo viaggio (arrivo da Milano). Per cui mi metto a dormire qualche minuto in hotel  (a proposito, ecco dove ho trovato il mio hotel a Lecce).

Dopo cena mi vedo con il mio vecchio amico Gianfranco con il quale non ci vediamo da molto, troppo tempo. Le prime parole sono dedicate alla nostra passione in comune per il tempo meteorologico. Si parla del tempo, ovviamente, di queste  splendide ragazze leccesi che si vedono in giro, della cucina salentina e di questa città che fa passi da gigante ogni giorno di più, con nuovi locali aperti ovunque e turisti che s’innamorano di queste zone. Al punto che gli inglesi hanno ribattezzato questi luoghi “Salentoshire”: grazie al clima sempre soleggiato è un posto dove passare piacevoli weekend o settimane lontani dall’uggiosa Inghilterra.

Io sono di origini siciliane e considero i leccesi nostri cugini; non molti dei miei conterranei lo sanno: ma quei pochi che lo scoprono rimangono esterrefatti dalla piacevole somiglianza dei luoghi, del nostro dialetto e delle persone.

Il mattino seguente, mi incontro con altri due amici Antonio e Quintino: due persone bizzarre quanto squisite, e non solo perchè Antonio mi ha accolto di prima mattina con un “benvenuto nel Salento” e un vino Squinzano fantastico. E’ stata una mattinata indescrivibilmente bella tra le vie di Lecce, possiamo dire un azzardo barocco. Si certo, di questo dobbiamo parlare, perchè è un azzardo, per chi non vi è mai stato -per me è non la prima volta- percepire la bellezza di questi luoghi interamente.

Dopo averli lasciati per strada mi ferma una ragazza che vuole farmi assolutamente farmi abbonare a una libreria: nonostante il mio cortese rifiuto lei insiste e continua a parlarmi, sperando forse che la sua avvenenza mi faccia capitolare. Io invece rimango quasi incantato non solo dalla sua bellezza ma soprattutto dalla sua somiglianza con una ragazza che ho frequentato per anni in passato: gli stessi ricci neri, i suoi occhi grandi marroni, medesime forme,  statura e modo di fare.

Dopo un veloce pranzo in bar del centro, in una Lecce bianca di pietre antiche e di scirocco che colora della medesima tinta anche il cielo me ne torno in albergo.

Nel tardo pomeriggio decido di uscire da solo, per continuare a immortalare con calma ogni angolo della città. Poi purtroppo inizia a piovigginare, e il cielo alterna le velature da fronte caldo a nuvoloni più densi. Malgrado questo, in pieno inverno il termometro segna dieci gradi alle diciassette: non male, anche per me che sono abituato alle temperature di Palermo, ma niente a che vedere con Milano.

Cammino fotografando ogni anfratto, ogni pietra, ogni piccolo dettaglio sembra degno di interesse.
Osservo inoltre la gente, i palazzi, le Chiese, noto che i clacson della macchine non sono così assordanti come a Milano, anche se pure qui come a Palermo, quando si usano si usano pesantemente), vedo anche tante biciclette. Che dire, Lecce mi sembra, mi è sempre sembrata, una città con un elevata qualità della vita e con un ottimo compromesso tra ordine e creatività, tra espansività e rigore. Non so se ciò dipenda dal fatto che ci passo solo due giorni e per altro da turista. Ma ritengo Lecce, assieme a Palermo e Napoli, la città più bella del sud Italia.

Mentre attendo con pazienza che faccia buio, incontro casualmente  la ragazza di prima. Le sorrido ammiccando e poi vado via sotto la pioggia battente, alla ricerca di altre zone da “pittografare” con la mia fedele digitale.

Mi aspetta ancora una serata con gli amici a base di primitivo, tante chiacchiere e una visita tra i locali notturni di Lecce, prima della partenza.

Finisce una magnifica vacanza qui a Lecce nel Salento. Nessuna riflessione particolare su questo viaggio, sono decisamente appagato e soddisfatto. Non mi va, oggi, di fare alcuna pseudo-considerazione sulle mille differenze tra nord-sud, tra Milano, Palermo e Lecce, sul mesto ritorno a casa, sull’incontro piacevole e misterioso con la ragazza-sosia. Sono semplicemente contento.

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Le foto che ho scattato a Lecce

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