La Basilica di Santa Maria della Coltura e la devozione per la Vergine a Parabita

La Basilica di Santa Maria della Coltura e la devozione per la Vergine a Parabita

Alle porte di Parabita, sulla strada che conduce a Gallipoli, sorge il santuario intitolato a Santa Maria della Coltura, protettrice della città. La chiesa, costruita nel 1913 e ultimata nel 1942, è opera dell’architetto Napoleone Pagliarulo e sorge sulle rovine di un’antica cappella probabilmente costruita nel XIV secolo.

Il culto della Madonna della Coltura è di origine antichissima ed è legato al ritrovamento in un terreno di Parabita, da parte di un contadino, di un monolito su cui era dipinta a fresco l’immagine della Vergine. Venne così eretta una cappella in suo onore fuori le mura, in modo che la Madonna guardasse, proteggendoli, i campi, che erano per i parabitani l’unica fonte di sostentamento in una economia esclusivamente agricola. La Vergine venne chiamata Madonna della Coltura, sia perché il luogo del ritrovamento era così chiamato, sia perché la Vergine era ritenuta protettrice dei campi e degli agricoltori.

La facciata del santuario, a doppia capanna ed essenzialmente romanica, presenta un portale con protiro finemente intagliato e sormontato da una lunetta con un mosaico raffigurante il Cristo Re. Più in alto si trova il rosone arricchito da vetrate istoriate con al centro Cristo e negli spicchi i dodici apostoli. Al lato dell’intera struttura s’innalza il maestoso campanile, ultimato nel 1976 e voluto dai Domenicani, custodi del santuario. Esso è suddiviso in quattro livelli e ciascuno presenta delle monofore.

L’interno è a tre navate divise da archi a sesto acuto dai quali si sviluppano lunette con finestre istoriate. Entrando nel santuario l’attenzione è subito attratta dal monolito con l’affresco della Vergine che troneggia sull’altare maggiore. Sono presenti anche diciotto affreschi eseguiti da Mario Prayer e risalenti al 1942. Degne di attenzione sono le cappelle laterali, terminate nel 1980. Quella di destra è arricchita da un baldacchino di marmo e quella di sinistra accoglie un altare, su cui è posta la statua del Cristo scolpita dal Tomagnini.

Nel novembre del 1999 sua santità Giovanni Paolo II ha elevato il Santuario della Madonna della Coltura a Basilica Minore.

Per il vostro soggiorno nel Salento, alla scoperta delle meraviglie dell’entroterra, vi suggeriamo di alloggiare a Gallipoli, in alcune strutture selezionate dal nostro portale. Nelle vicinanze di Parabita potete visitare il parco archeologico delle Veneri e il vicino centro di Alezio, con il suo centro storico e la chiesa di Santa Maria della Lizza

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