Tour bizantino nel Salento: scopriamo antichi affreschi e stupende cripte

Tour bizantino nel Salento: scopriamo antichi affreschi e stupende cripte

Il Salento è stato fortemente segnato dalla presenza della civiltà bizantina, e i segni di questo antico popolo sono rimasti nel tempo nelle tante testimonianze artistiche conservate nelle antiche cripte, patrimonio di rara bellezza. Anche il griko, la lingua parlata nei paesi della Grecìa Salentina, è un segno del passaggio dei bizantini in terra salentina.

Vi proponiamo un itinerario alla scoperta delle testimonianze lasciate da questo popolo nel Salento, partendo da Otranto. Qui incontriamo la chiesa di San Pietro, risalente tra le fine del IX e l’inizio del X secolo. L’edificio si trova sulla parte alta della città e presenta una pianta a croce greca, con tre navate sorrette da otto colonne e una cupola. Anche se degli affreschi che abbellivano questo tempio resta ormai poco, si possono ammirare la Lavanda dei piedi e l’Ultima Cena, risalenti al 1100.

A Muro Leccese si può visitare la chiesa di Santa Marina, costruita intorno all’anno 1000 poco lontano dalle mura della città. In questo edificio è conservato il più antico ciclo pittorico sulla vita di San Nicola di Myra del Mediterraneo, oltra ad una affresco dell’Ascensione.

A Poggiardo c’è la cripta ipogea di Santa Maria, risalente all’anno 1000 ma riscoperta e rivalutata solo nel 1929. Gli affreschi, tutti restaurati, oggi si trovano nel museo.

A Vaste, nella cripta dei Santi Stefani, erano custoditi ben oltre 50 affreschi, dei quali circa 20 sono stati irrimediabilmente danneggiati dai vandali. La cripta, originaria dell’anno 1000, si divide in tre navate che corrispondono alle tre aperture del prospetto, delimitate da due file di tre pilastri.

Bella anche la cripta dedicata alle Sante Marina e Cristina, a Caprignano. Questo edificio, al quale si accede da due scalinate, è diviso in due navate e conserva un affresco risalente al 959 d. C. che rappresenta il Cristo Pantocratore, opera di Teofilatto e affiancato dall’Arcangelo Gabriele e dalla Vergine Maria. Risale al 1020, invece, il Cristo in trono del pittore Eustazio, con accanto la Vergine col Bambino, mentre è del 1400 il trittico dei santi Teodoro, Nicola e Cristina.

A Nardò si trova la chiesa rupestre di Sant’Antonio Abate, con affreschi di San Giorgio e San Demetrio, mentre a Gallipoli ci sono le chiese di San Salvatore e San Mauro. La prima è divisa in tre navate e conserva pochi resti degli affreschi che prima la decoravano. Molto simile la seconda, nella quale, secondo il rito greco, erano presenti tre altari rivolti a Oriente.

Chiudiamo il nostro tour con la cripta del Crocefisso di Ugento, scavata nella roccia tufacea e situata sulla strada che collega il paese a Casarano. Al suo interno sono conservati numerosi affreschi, tra cui il Cristo Pantocratore, la Vergine della Tenerezza e l’Annunciazione. Il soffitto è interamente decorato con motivi circolari, stellari rossi e neri e scudi crociati.

Altre testimonianze rupestri, poi, sono conservate nell’insediamento di Macurano, nelle vicinanze di Alessano, e nei tanti frantoi ipogei disseminati nel Salento.

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