Menhir e dolmen: la preistoria nelle campagne del Salento

Menhir e dolmen: la preistoria nelle campagne del Salento

Il Salento è una terra carica di storia e di numerose testimonianze del passaggio di antichi popoli. Disseminate nelle campagne e, a volte, anche nei centri cittadini, si trovano antiche costruzioni megalitiche sulle quali, ancora oggi, molti studiosi si interrogano. Si tratta dei menhir e dei dolmen, monumenti presenti anche in altre parti della Puglia e in Europa.

I menhir sono delle colonne in pietra conficcate nel terreno che, secondo alcuni studi, dovevano servire come aste per le meridiane per registrare i movimenti e le fasi astrali. Probabilmente risalenti all’età del bronzo, in epoca cristiana furono usati come simboli religiosi. Infatti alcuni di essi riportano incise alcune croci. Si presume che la posizione di questi megaliti non sia casuale, ma che siano stati posizionati seguendo un ordine prestabilito.

I dolmen, invece, sono costituiti da due o più lastre in pietra conficcate nel terreno che sostengono una lastra che funge da tetto. Si ritiene che possano essere stati dei luoghi di sepoltura collettiva, considerato che all’interno di molti di essi sono state rinvenuta delle ossa. C’è, però, chi ritiene che avessero la funzione di altare sacrificale.

Gemini di Ugento

Il Menhir di Gemini, frazione di Ugento

In Puglia si contano 79 menhir e 23 dolmen. Nel Salento, nel territorio di Giurdignano, c’è la più grande concentrazione, a livello nazionale, di questi antichi monumenti. In questo piccolo paesino vicino ad Otranto ci sono oltre 25 megaliti visibili, oltre a quelli, per i quali non si ha una stima, che sono stati inglobati nelle abitazioni oppure che sono crollati nel corso dei decenni.

Altri dolmen e menhir si trovano nei pressi di Maglie (i dolmen Canali e Chianca e i menhir Calamuri, Crocemuzza e Spruno), ma anche a Minervino, Giuggianello, Gemini di Ugento, a Pescoluse, a Calimera, ecc. A Martano, poi, sorge il menhir più alto della zona, il Santu Totaru, che supera i 5 metri.

Molto spesso, specie agli inizi del Novecento, queste strutture sono state danneggiate e, in alcuni casi, distrutte. Negli ultimi anni, invece, si assiste ad una loro riqualificazione, grazie anche a molte associazioni di volontariato che si occupano della loro valorizzazione.

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