La cripta di Santa Maria del Gonfalone, piccola meraviglia di Tricase

La cripta di Santa Maria del Gonfalone, piccola meraviglia di Tricase

A poche centinaia di metri dall’abitato di Sant’Eufemia, rione della città di Tricase, città del Basso Salento, si conserva, ancora intatta nella sua bellezza, la cripta di Santa Maria del Gonfalone, piccolo tempio scavato nel banco tufaceo tra il IX e l’XI secolo che si raggiunge percorrendo la strada che porta ad Alessano.

La cripta nacque come monastero, costruito dai monaci basiliani per mantenere vivo il culto sacro durante le persecuzioni religiose. Successivamente divenne una grancia, ossia una fattoria con annesso convento, dipendente dall’Abbazia di Santa Maria del Mito.

La struttura, molto caratteristica, è composta da un vano centrale quadrato che fuoriesce all’esterno, con un piccolo campanile a vela. All’interno è possibile ammirare un piccolo altare barocco con l’affresco della Vergine con il Bambino. Le stanze della cripta sotterranea sono sorrette da 19 colonne ottagonali e sono stati più volte ristrutturati nel corso dei secoli. Lungo le pareti si possono ammirare le tracce degli antichi affreschi che un tempo adornavano gli interni. Vicino all’ingresso c’è la Crocifissione con la Vergine Maria e san Giovanni. La parete a nord conserva il maggior numero di affreschi, disposti su due differenti strati risalenti al XVI secolo. Sullo strato inferiore ci sono due figure femminili e la morte di San Bonaventura.

Nel quartiere di Sant’Eufemia si possono visitare anche la chiesa Madre e le case a corte disseminate nei vicoli del centro. Suggestivo anche il centro storico di Tricase: su piazza Pisanelli si affacciano la chiesa Madre, la chiesa di San Domenico con l’annesso convento, l’antico e imponente palazzo Gallone, mentre nella vicina piazza Cappuccini ci sono il convento e la chiesa dei frati, entrambi risalenti al 1578.

Nella campagna alla periferia del paese si trova l’Abbazia di Santa Maria del Mito, fondata dai monaci italo-greci tra il 1700 e il 1800 e della quale, purtroppo, oggi resta ben poco. Sulla strada che porta alle marine di Tricase Porto e Marina Serra, invece, si erge in tutto il suo splendore la Quercia Vallonea, l’albero più antico del Salento.

Hai trovato utile questo articolo?

Altre proposte che potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *