Festa “de lu focu” a Zollino

Festa “de lu focu” a Zollino

Nella consacrazione delle feste natializie, a Zollino, un comune situato nell’entroterra salentino a 18 chilometri dal capoluogo, ha luogo la “festa dell’inverno” per eccellenza, la Festa de lu focu.

L’evento, arrivato ormai alla 32° edizione,  si svolge il 28 dicembre ed è una festa che mette il fuoco al centro della scena, valorizzandolo appunto. Il periodo natalizio è quello più indicato per accendere le focareddhe. Con questo simbolo è come se si volesse chiudere l’anno già passato e inaugurare l’inizio di un nuovo ciclo annuale. Il fuoco sta a rappresentare il “sole artificiale” in una fredda e buia notte d’inverno, serve ad allontanare i cattivi pensieri, le disavventure della stagione passata e magari ad alimentare nuove speranze.

Il fuoco ha tradizioni arcaiche: è uno degli elementi intorno al quale si sono generate le prime forme di venerazione, il prezioso elemento rubato agli Dei e donato all’uomo da Prometeo. La consuetudine di festeggiare con il fuoco è fortemente presente e legata alla fede nei confronti di Sant’Antonio. La festa, in onore a questo Santo è il 17 gennaio ma viene anticipata al 28 dicembre ormai da anni: è il più evidente ricordo dell’ancestrale culto pagano delle campagne.

La serata è animata da gente che ha voglia di divertirsi, con canti, danze e musica popolare che vede in programma i Canto pè cantà, i Cunservamara e gli Avleddha.

Tutto avviene intorno al fuoco: giocolieri, artisti di strada, scenografie basate sul fuoco, spettacoli pirotecnici.

La cucina non può mancare: pentole e braci vengono messe a scaldare già alle 20.30 con legumi alla pignata, proprio come si faceva una volta, e la tradizionale Sceblasti, una puccia tipica di Zollino. Immancabile il vino rosso che scalda corpo e anima e magari inebria un po’ per lasciarsi andare alle danze nella notte più lunga e focosa dell’inverno.

Una notte organizzata per rievocare le tradizioni del territorio, per lasciarsi alle spalle i brutti momenti passati e soprattutto una notte per sperare e sognare.

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