La Pastorale di Gallipoli

La Pastorale di Gallipoli

Gallipoli è una cittadina molto legata agli eventi religiosi e culturali che si susseguono durante l’anno. Per il Natale si ha una venerazione particolare, è un evento tanto atteso da tutti e celebrato con fede e amore.

Oltre alle luci, agli addobbi, ai presepi e ai negozi allestiti per l’evento, Gallipoli vanta una lunga tradizione che la rende ancora più magica e suggestiva: è la famosa Pastorale.

È una melodia che fa da sottofondo ai lunghi preparativi del Natale. Venne composta da un compositore gallipolino del ‘700 e oggi è suonata da una banda di numerosi musici locali che accompagnano i mercatini e riempiono di dolcezza le vie della città. Alterna ritmi pacati ad altri più intensi che arrivano dritti al cuore di chi li ascolta.

Ci sono varie tappe che la tradizione gallipolina attraversa prima di arrivare al 25 dicembre. Il periodo di preparazione, infatti, inizia con la festa di Santa Teresa il 15 ottobre.  Un detto, tipico gallipoli, dice : “Ci oi faci nu bonu Natale te Santa Teresa ai ‘nzignare” ( se vuoi avere un Buon Natale, da Santa Teresa devi iniziare). È in questa occasione che la Pastorale viene cantata la prima volta. Viene poi ripresa il 22 novembre, in onore di Santa Cecilia, il 30 novembre per l’apostolo Sant’Andrea, il 7 dicembre in quanto vigilia dell’Immacolata e il 13 dicembre in occasione della festa di Santa Lucia.

È una dolcissima ninna nanna che dovrebbe ricordare quella che i pastori suonarono alla nascita di Gesù Bambino per le vie della città. Una musica lenta e struggente che intende accompagnare le serate di turisti e residenti fino al giorno di Natale. Una melodia che penetra nell’animo e suscita forti emozioni e dolci ricordi.

Esistono due versioni: quella in “SOL”, eseguita nella Chiesa del Carmine da un gruppo di giovani musicisti locali, e quella del “RE” , eseguita abitualmente e che comprende l’introduzione del motivo “Tu scendi dalle stelle”. Questa musica sacra viene eseguita con vari strumenti: la chitarra, la fisarmonica, il violino, i pifferi, il triangolo , il mandolino, ecc.

Questa graziosa ninna nanna non è altro che espressione autentica dell’animo popolare. Toni pacati e misteriosi, semplici e spontanei che accompagnano l’attesa di una celebrazione pregna di significato religioso profondissimo: la nascita di Gesù Bambino.

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