Il Museo civico di Gallipoli: un salto nella storia antica del Salento

Il Museo civico di Gallipoli: un salto nella storia antica del Salento

Durante la vostra visita a Gallipoli, la “Città Bella” del Salento, se siete appassionati di arte e di storia non potete mancare di visitare il museo civico “Emanuele Barba”, situato in via Antonietta De Pace 118.

La struttura si articola in dieci reparti, tra cui, di particolare importanza, sono la sezione archeologica e la sezione numismatica che raccoglie monete, medaglie e carta-moneta risalenti al periodo che va dall’Età Classica al Novecento.

Le sezioni storiche e artistiche racchiudono dipinti di artisti salentini che vanno dal XIX al XX secolo, oltre a collezioni di abiti ed accessori, ceramiche e vetri, armi da fuoco e armi bianche. Importanti sono i dipinti della Collezione Coppola e i quattro grandi quadri a tempera su legno di Liborio Ricci con scene bibliche, risalenti al XVIII secolo.

Molto interessante anche la collezione di oggetti vari, che raccoglie segmenti molto eterogenei, dalle valvole degli oleodotti del porto di Gallipoli agli oggetti di uso domestico, ecc. La sezione naturalistica e geomineralogica, poi, è un altro ramo importante del museo, così come la sezione malacologica, con esemplari di conchiglie provenienti da varie parti del mondo, e quella talassologica. Numerosi esemplari di uccelli e pesci della fauna locale, poi, si possono ammirare nella sezione zoologica.

Molto interessante dal punto di vista culturale è il fondo librario antico, di cui fanno parte alcuni incunaboli, cinquecentine, manoscritti, documenti e materiale iconografico e topografico.

Il museo di Gallipoli è dedicato a Emanuele Barba, intellettuale nato nel 1819 nella Città Bella. Dopo essersi laureato in Lettere e Filosofia a Napoli, e successivamente anche in medicina, tornò nella sua città natale per esercitare le professioni di insegnante e medico, che considerava come vere e proprie missioni, tanto da lavorare anche senza alcun compenso economico.

A causa dei suoi ideali mazziniani Barba subì l’esilio e il carcere per essersi opposto al governo borbonico. Fondò la prima società di mutuo soccorso ed istruzione degli operai di Gallipoli, e un periodico popolare, “Il Gallo”.

Morì nel 1887, non prima di aver fondato, a sue spese, un museo di storia naturale e di archeologia.

A Gallipoli vi suggeriamo alcune strutture ricettive selezionate da Terrarussa.

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