Sapori del Salento a tavola: lasagnette leccesi col ragù di seppia

Sapori del Salento a tavola: lasagnette leccesi col ragù di seppia

Entriamo nell’esperienza della cucina salentina leggendola nella chiave dei primi piatti. Oggi impareremo come cucinare le lasagnette leccesi col ragù di seppia. Non lasciarti scoraggiare dall’apparente asperità suscitata dal nome, si tratta di una ricetta piuttosto semplice e soprattutto gustosa. Prima di entrare nei particolari della preparazione, vediamo di cosa abbiamo bisogno:

  • 500 grammi di tria,
  • tagliatelle casareccie di semola di grano duro, che possiamo acquistare o fare in casa,
  • 1 kg di piccole seppie fresche,
  • prezzemolo tritato finemente,
  • 1 bicchiere di olio d’oliva,
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • peperoncino piccante, sale,
  • 40 gr. di pecorino leggermente salato
  • 1 kg e mezzo di salsa di pomodoro

Hai passato in rassegna gli ingredienti? È tutto già pronto in cucina? Bene, andiamo subito nel vivo della pratica. Puliamo con attenzione le seppie, prestando cura alla rimozione dell’osso e della tasca della melania. Laviamole e tagliamole a strisce sottili. Prendiamo una casseruola cospargiamola d’olio e schiacciato lo spicchio d’aglio con la lama di un coltello trasferiamo le seppie, accendiamo il fornello in modo tale che possano rosolarsi. Bagniamo la pietanza con vino bianco e portiamo subito ad evaporazione.

A questo punto uniamo la salsa di pomodoro cruda e profumata al basilico. Ricordiamoci di regolare il sale e quindi aggiungere il peperoncino piccante. Copriamo la casseruola e facciamo cuocere a fuoco moderato per un’ora. Esaurito questo lasso di tempo, verifichiamo l’avvenuta cottura della seppia, altrimenti aggiungiamo un mestolo d’acqua per continuare, facendo comunque assorbire bene il liquido. Friggiamo in olio d’oliva 200 grammi di tria cruda partendo con olio freddo. Condiamo con sale e peperoncino. Togliamo poi la pasta dal fuoco quando è divenuta di color ambra scura e teniamola da parte.

Mentre gli altri 300 grammi di pasta vengono cotti con abbondante acqua salata e, ancora al dente, vengono posti in una zuppiera mescolata con la pasta fritta sgocciolata dall’olio. Siamo giunti al termine della ricetta. È necessario solo condire la pasta con il ragù di seppie e spolverare con il prezzemolo tritato e con il pecorino salato. Tanto basta per servire sulla tua tavola un pizzico dei sapori che si respirano nella vivida storia gastronomica salentina.

Se sei in vacanza nel Salento, consigliamo di visitare una delle numerose sagre, ballare la pizzica, fare colazione con il classico pasticciotto e concedersi come apetitivo un gustoso rustico.

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