Lecce da scoprire: passeggiando nel centro storico da Porta Rudiae a Piazza Duomo (1° parte)

Lecce da scoprire: passeggiando nel centro storico da Porta Rudiae a Piazza Duomo (1° parte)

La città di Lecce vanta un patrimonio artistico e architettonico senza eguali. La sua architettura è un’esplosione di stili e contaminazioni differenti. Si trovano, infatti, insediamenti messapici, greci, spagnoli, romani e bizantini. Ma, lo stile per eccellenza che ricorre nei monumenti del centro storico di Lecce, è quello stravagante ed esuberante del Barocco, simbolo di questa magnifica città. Qui il Barocco ha assunto tratti davvero singolari grazie all’utilizzo della pietra leccese, tanto da essere denominato Barocco leccese. Con la friabile pietra locale, facilmente lavorabile e dai colori caldi, sono state realizzate architetture con finissime decorazioni di una bellezza ed eleganza uniche più che rare. In vacanza a Lecce lasciatevi catturare dalla meraviglia di queste forme iniziando il vostro itinerario in città da Porta Rudiae.

Porta Rudiae

Insieme a Porta Napoli e a Porta San Biagio, Porta Rudiae è uno degli accessi al cuore antico della città, anzi alla vecchia città messapica di Rudiae andata distrutta.

L’originale porta crollò verso la fine del 1600 ma, fu ricostruita nel 1703 per volere di un patrizio leccese da Giuseppe Cino. Porta Rudiae, costeggiata dalle antiche mura di Lecce, è un organismo architettonico in stile neoclassico su cui si notano ancora reminescenze barocche. La porta è sormontata dalla statua di Sant’Oronzo, protettore della città, mentre ai lati si trovano le statue di S. Irene e S. Domenico.

Magnolia lecce

Ficus sul retro del Conservatorio di Sant'Anna

Attraversata la porta, ci incamminiamo in via Libertini per giungere in Piazza Duomo. Ma, prima di arrivare, troviamo lungo la strada diverse chiese meritevoli della nostra attenzione.

Chiesa del Rosario e l’Accademia di Belle Arti

La prima che incontriamo è la Chiesa di San Giovanni Battista o del Rosario. La chiesa fu ricostruita su una precedente di origine trecentesca. L’edificio, che presenta una pianta a croce greca, è opera di Giuseppe Zimbalo. Ha una facciata barocca con un forte slancio verticale, sottolineato dalle robuste ed alte colonne tortili. L’interno ha una pianta a croce greca e un soffitto a capriate lignee. Di particolare rilievo è il pulpito interamente realizzato in pietra leccese. Alla destra della chiesa è possibile ammirare il Convento dei domenicani, ricostruito nel settecento da Emanuele Manieri, che ha perso il suo originario compito religioso per divenire sede dell’Accademia di Belle Arti.

Chiesa di Sant’Anna e Conservatorio

Lungo il percorso troviamo poi la chiesa di Sant’Anna con l’annesso conservatorio. Costruita nella seconda metà del XVII secolo, presenta un prospetto molto semplice e diviso in due ordini: quello inferiore con un portale al centro e due nicchie di Santi; quello superiore con una finestra al centro e le due nicchie ai lati. Immediatamente prima della trabeazione, vi è un fregio di ghirlande e frutti ed in alto un timpano triangolare.

L’interno è ad una sola navata in cui si aprono quattro cappelle per lato. Il soffitto è ligneo, con motivi geometrici e con gli stemmi delle famiglie nobili ai quattro lati. A destra della chiesa si trova l’accesso al Conservatorio, più arretrato rispetto alla facciata della chiesa. Fu ristrutturato nel 1764 da Emanuele Manieri. Il Conservatorio fu realizzato affinché vi trovassero asilo le donne dell’aristocrazia salentina, le uniche ad avere libero accesso. Nel giardino retrostante si può ammirare il plurisecolare Ficus, alto ben 15 metri, con le sue imponenti radici e il tronco nodoso, testimone della storia e del tempo.

Ma intanto prima di continuare, potete fermarvi a gustare un caffè leccese con un caldo pasticciotto o a prendere un aperitivo con un buon rustico in uno dei tanti bar che si susseguono su Via Libertini come il Magnolia Open Mind Cafe’.

>>>Continua…

Hai trovato utile questo articolo?

Altre proposte che potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *