Ciciri e tria: dalla tradizione contadina, un piatto tipico salentino

Ciciri e tria: dalla tradizione contadina, un piatto tipico salentino

La cucina salentina, una delle più gustose d’Italia, è il risultato del mix di popoli e culture che si sono avvicendati in questa terra nel corso dei secoli, ma è anche il frutto dell’utilizzo dei prodotti genuini, prevalentemente provenienti dalla terra.

Ed è proprio in un primo piatto tipico della tradizione salentina, che si trova l’eredità culinaria degli arabi: i ciciri e tria. Tria è, infatti, la parola che usavano gli arabi per indicare la pasta secca. Oggi è una pietanza che, nel Salento, si mangia il giorno si San Giuseppe. Si tratta di un piatto molto semplice, realizzato con ingredienti poveri, ma al palato è una vera delizia.

Per chi fosse ancora perplesso: ciciri, sta per ceci e tria, sta per pasta. Quest’ultima consiste in una specie di tagliatella fatta solo con acqua e farina. L’impasto che si prepara è molto consistente, viene steso come una classica sfoglia e tagliata in modo da ottenere tagliatelle larghe anche un paio di centimetri.

La particolarità sta negli scarti della sfoglia, che vengono poi tagliati a pezzi irregolari e fritti in olio extravergine di oliva, ottenendo i cosiddetti frizzuli, che danno al piatto una consistenza più croccante. I ceci invece vengono fatti cuocere con cipolla, carota e sedano, dopo averli tenuti a bagno in acqua salata per almeno dodici ore.

Un piatto semplice da realizzare per chi ama mettersi alla prova in cucina. Ecco la ricetta.

Ingredienti

100 gr di farina | 200 gr di semola | 300 gr di ceci | un po’ di bicarbonato | 1 cipolla | 1 spicchio d’aglio | un gambo di sedano | 1 foglia di alloro | 3 pomodorini | olio, sale e pepe.

Preparazione

Innanzitutto, come tradizione vuole, la “tria” si prepara in casa mescolando semola e farina con acqua tiepida salata. Si lavora sino ad ottenere un composto che sarà lasciato per mezz’ora sotto un panno umido in modo da farlo riposare. Fatto questo, l’impasto verrà diviso in più parti che vengono stese con il matterello. Si avranno così delle sfoglie che, accuratamente tagliate e piegate, daranno vita alla “tria”. La sera prima si saranno messi a bagno i ceci con del bicarbonato (per almeno 10 ore). Passato questo lasso di tempo, i legumi verranno lavati e fatti cuocere con acqua e alloro. A metà cottura si toglieranno dal fuoco, si scoleranno e saranno messi in una nuova pentola piena di acqua bollente in cui ci sono tutte le verdure. Badando sempre alla cottura dei ceci, si andrà a friggere la “tria” in abbondante olio. Ma attenzione, solo una parte della pasta va fritta, perché il resto si deve lessare normalmente in acqua salata. Una volta cotto tutto, si uniscono pasta, tria fritta e ceci e si cosparge con pepe. Si tratta di un piatto tipico della tradizione contadina, semplice e veloce, ma di una bontà che farà felice non solo il palato.

Per chi invece, volesse semplicemente gustarli, è possibile assaggiare questa delizia nei ristoranti di cucina tipica del centro storico di Lecce e in alcuni agriturismi del Salento.

Ci sono anche numerose sagre estive dedicate a questo piatto tipico, come quella realizzata, nel mese di luglio, nel più antico quartiere della cittadina di Salice Salentino.

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