La scalinata monumentale a Leuca: opera terminale dell’acquedotto Pugliese

La scalinata monumentale a Leuca: opera terminale dell’acquedotto Pugliese

Santa Maria di Leuca, oltre ad essere l’estremo lembo meridionale della Puglia, costituisce anche il punto terminale del più grande acquedotto europeo, l’Acquedotto Pugliese. Esso venne cominciato all’inizio del XX secolo, precisamente nel 1906 prevedendo il termine dei lavori dopo dieci anni. Così non fu perché lo scoppio della prima guerra mondiale bloccò l’opera. Conclusa la guerra, i cantieri si riaprirono e solo dopo una trentina d’anni, nel 1939, l’acqua pubblica e salubre giunse nell’ultimo lembo della Puglia.

La scalinata monumentale e la colonna romana, inviata dal Duce e giunta appositamente da Roma, ne segnarono le opere terminali. Alla cerimonia d’inaugurazione era atteso Mussolini che a Leuca non giunse mai, perché alla vigilia del secondo conflitto mondiale e necessitava la sua presenza a Roma. Intervennero però il ministro Bottai, il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, Mons. Ruotolo, il podestà dell’epoca e tantissima gente.
La scalinata, di 284 gradini, collega la Basilica al sottostante porto, facendo da cornice all’Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare. Si tratta di una scalinata composta da due rampe di scale con al centro la maestosa cascata della portata di 1000 litri al secondo. Essa rappresenta il monumento più grandioso della zona. Dal promontorio Japigio riversa le proprie acque direttamente nel mar Ionio.

Vedendola in tutta la sua maestosità, si percepisce una sensazione di potenza, che solo dal vivo si può provare: colori, suoni e grande entusiasmo, dati anche dal dislivello di 120 metri, girano intorno a questa meraviglia, donando sensazioni davvero uniche. Proprio perchè destinata a un effetto scenografico, si tratta di acqua salmastra e non potabile.

La Cascata Monumentale viene attivata poche volte l’anno, in estate. Il 2 luglio 2010 è stata inaugurata anche la nuova illuminazione che la rende ancor più affascinante. Ci sono due punti da cui ammirare la cascata, il belvedere superiore e quello inferiore: l’acqua in movimento trasmette ugualmente una sensazione di freschezza difficilmente descrivibile. Dall’alto, oltre al diverso panorama, tutto appare trasformato con la vegetazione rigogliosa, il groviglio di alberi giganteschi della macchia mediterranea, le curiose piante del sottobosco a macchia, e le felci.

Quando si arriva, si nota subito l’aria fresca, e già dopo pochi passi si ha la sensazione di entrare in un altro mondo.

Ai piedi della cascata e sulla colonna terminale si possono leggere iscrizioni commemorative. In particolare su una lapide è riportata la mappa del progetto dell’Acquedotto e in basso un’iscrizione censurata, poiché ogni riferimento al fascismo è stato eliminato. Si nota, infatti, sotto la prima linea di testo ‘Regnando Vittorio Emanuele III’ la mancanza di due strisce di marmo e un’altra ancora dopo la scritta ‘1939’.

La scalinata monumentale offre un’occasione in più per fare una tappa, durante le vacanze nel Salento, nella splendida Santa Maria di Leuca.

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