Palazzo Comi a Lucugnano, l’antica dimora del poeta Girolamo Comi

Palazzo Comi a Lucugnano, l’antica dimora del poeta Girolamo Comi

“Questa è la casa della tua poesia, caro

Girolamo Comi: e io so di che timbro,

di che squillo, è lo specchio della tua

parola.

Ho mangiato assieme a te  e ho

trovato, dopo notti d’insonnia, un’ora

di pace nel tuo letto. Perché nella

tua casa non c’è paura, anche le

ombre sono amiche”.

Alfonso Gatto

Non tutti sanno che il Salento, da sempre, è terra di poeti e di grandi letterati. Non tutti sanno della bellezza cantata e descritta nelle opere di illustri esponenti del settore. Non tutti sanno che, da sempre, questa è culla di versi infiniti e patria di prose memorabili. Non tutti sanno chi sia stato il grande e sommo poeta Girolamo ComiLucugnano, un piccolo paesino nella Provincia di Lecce, porta i segni indelebili dei suoi versi. In un giorno di primavera, tutto in quei luoghi assume un sapore diverso. Il cielo è più azzurro, il colore dei palazzi attorno toglie il respiro, l’antica pietra, colpita dai raggi del sole, assume riflessi meravigliosi  e il profumo dei fiori all’ingresso annebbia i sensi. Siamo di fronte al Palazzo Comi, la dimora che ha ospitato il poeta per molti anni della sua vita, finita lo scorso anno sotto i riflettori a causa dello stato di degrado in cui la Provincia di Lecce ha deciso di lasciarla versare.

Palazzo Girolamo Comi, Lucugnano.

Il piccolo studio del poeta

Salite le scale dell’antico Palazzo Comi ti ritrovi faccia a faccia con lui, nel suo piccolo studio una scrivania, qualche penna, dei fogli, una vecchia macchina da scrivere e una collezione di libri che porta le tracce di un passato antico. Tra quelle mura, nella sua libreria, in camera da letto, nella sala da pranzo e nella cappelletta privata, Girolamo Comi c’è ancora. Qualcuno dice di sentirlo, “Girolamo c’è ogni notte“. C’è chi sostiene di sentirlo “muovere carte e sfogliare i suoi libri“. Comi c’è. C’è nell’odore di carta ingiallita, nel profumo della pelle che riveste quelle vecchie poltrone, c’è nel roseto piantato in giardino, tra un volo di rondini e un canto di cicale. C’è tra le mura della sala da pranzo seduto in compagnia della sua domestica e seconda moglie Tina Lambrini, c’è tra le voci di custodi e amici che lo hanno conosciuto e che sostengono sulle spalle tutto il peso dei suoi versi. Girolamo Comi c’è ancora.

Palazzo Comi Sede dell’Accademia Salentina

Tra le mura di quell’antico palazzo, il poeta diede vita alle sue opere principali: Canto per Canto per Eva e Spirito d’Armonia. Il 3 gennaio 1948 fondò “L’Accademia Salentina” e nel 1949 la rivista letteraria “L’Albero diretta fino al 1966. A Palazzo Comi, personalità come Vittorio Bodini, Alda Merini, Maria Corti, Alfonso Pagano, Alfonso Gatto e Michele Perri erano di casa. C’è un angolo nascosto in quella dimora, con panche e sedie spartane: è lì, raccontano gli abitanti di Lucugnano, che i poeti e gli artisti sorseggiavano del buon caffè o del buon tè e davano vita ai pensieri più nobili, quelli belli e profondi, quelli capaci di mozzare il fiato, per poi ridare un senso all’esistenza.

Palazzo Comi, Lucugnano. I diari del poeta

I diari di Girolamo Comi

In quel piccolo angolo di paradiso, in quel minuscolo microcosmo disperso in Terra d’Otranto, Girolamo Comi riesce a riconciliarsi con la natura, riscopre la meraviglia delle piccole cose e vive di semplicità, la sua anima si esterna e si completa nell’arte poetica:

“Oh Spirito!  dall’ombra delle belle/ carni che qui respirano, tu emergi/ puro e sottile e tutto cieli vergini/ e da ogni corpo emergono le fiabe/ melodiose, calde e immemorabili/ del tuo stelo ch’è fatto d’aliti di albe…”

Tra gli arazzi e i diari di Palazzo Comi, a Lucugnano, cala la sera e decidiamo di lasciare, in punta di piedi, quei luoghi. Percorriamo lentamente corridoi e lunghe scalinate, un ultimo sguardo alle maestose sculture all’ingresso. Salutiamo, con inchini e riverenze, tutti i fantasmi che questa notte, ancora una volta, si aggireranno in quelle stanze. Perché, in fondo, forse è vero: “in quella casa non c’è paura, anche le ombre sono amiche”.

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