La riserva naturale Le Cesine: oasi del WWF
Inviato da Daniela il feb 6, 2012 in Itinerari | 0 commenti
Nel comune di Vernole, in provincia di Lecce, lungo il litorale adriatico che da San Cataldo porta a San Foca, si trova una delle oltre 100 oasi del WWF: la riserva naturale Le Cesine. Questa vasta area si estende per 620 ettari, 348 dei quali nei confini della Riserva istituita nel 1978. Nel 1980 un altro riconoscimento per Le Cesine: riserva naturale di popolamento animale. Da allora la gestione è sempre stata nelle mani del WWF.
Il nome Cesine deriva dal latino “Seges” che significa zona incolta, abbandonata e ricorda la pratica del Medioevo di tagliare alberi e bruciare boschi per avere terreni fertili per l’agricoltura.
Quest’ambiente umido è tra i più conservati e importanti dell’Italia meridionale, ultimo superstite della vasta zona paludosa e boscosa che si estendeva da Brindisi ad Otranto. Una zona di grande bellezza e varietà, caratterizzata dalla presenza di una ricca vegetazione e da una variegata fauna stanziale e migratoria. Pur essendo prevalentemente umida, comprende una grande varietà di ambienti e di fasce di transizione: grandi estensioni di canneti (tra la cannuccia di palude spiccano le note cromatiche dell’iris giallo e delle orchidee color porpora), numerosi canali, paludi, acquitrini e i due stagni Pantano Grande e Salapi. Questi ultimo sono separati dal mare da un cordone di dune sabbiose colonizzate da rughetta marina, salsola e soldanella di mare, ginepro fenicio, eringio marittimo e giglio.
Gli altri ambienti che caratterizzano la riserva sono la pineta, la macchia mediterranea, la lecceta e i coltivi. Nella riserva vi è la masseria “Le Cesine”, adibita a foresteria e centro visite. Una serie di sentieri natura attraversano le pinete e la macchia mediterranea terminando con capanni di osservazione che si affacciano sui pantani.
Essendo collocata su una delle più importanti rotte migratorie del Mediterraneo, l’area è frequentata da numerose specie di uccelli tanto da meritarsi il titolo di migliore oasi del 2010 per l’osservazione degli uccelli in natura. Oltre 200 specie di uccelli popolano i suoi ambienti naturali nei diversi periodi dell’anno. I pantani, un tempo abbandonati a se stessi, rappresentano la dimora di numerose anatre ed uccelli acquatici. D’inverno si possono ammirare Alzavole, Fischiooni, Codoni, Mestoloni, Morette, Volpoche, Moriglioni; a volte anche uccelli ben più rari come l’Aquila minore. In primavera e autunno le migrazioni tra Africa ed Europa portano le belle Albanelle minori Falchi di palude, Falchi cuculo, gruppi di Grillai e le rare Albanelle.
Si possono anche incontrare frequentemente Fringuelli, Cinciallegre, Cinciarelle, Occhiocotti e Usignoli, che ogni giorno offrono al visitatore, con il loro delicato cinguettio, una dolce orchestra armoniosa. E si riesce anche ad intravedere talvolta, per poche ore o anche per qualche giorno, Marzaiole, Morette tabaccate e i particolari Fistioni turchi. Per i veri appassionati di birdwatching, non è possibile perdere il Pellicano bianco, il Gabbiano corso e l’esotico Vescovo dorato.
All’interno della riserva vivono anche alcuni mammiferi come la volpe, il tasso, il riccio e la donnola, mentre per quanto riguarda i rettili, si trova uno dei più rari serpenti europei il colubro leopardiano.
La bellezza del parco può essere ammirata con delle visite guidate che illustreranno tutte le peculiarità della riserva. All’interno dell’oasi c’è anche un sentiero lungo circa 300 metri per disabili motori e per non vedenti.
Appassionati della natura, dell’osservazione dei volatili e delle passeggiate tra verdi sentieri, ecco il luogo che non può mancare tra le vostre mete di viaggio nel Salento.
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