Anfiteatro romano: importante testimonianza del glorioso passato di Lecce

Anfiteatro romano: importante testimonianza del glorioso passato di Lecce

Scoperto per caso durante alcuni scavi all’inizio del Novecento, l’anfiteatro romano è uno dei monumenti più antichi sito nel cuore di Lecce. Esso, infatti, risale al II secolo d.C. e lo si può ammirare recandosi nella centralissima Piazza Sant’Oronzo. Per molto tempo l’Anfiteatro è rimasto sepolto sotto le sue stesse macerie poiché venne scoperto per caso solo nel 1901 durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia. Riportato alla luce grazie al notevole impegno dell’archeologo salentino Cosimo De Giorgi, l’Anfiteatro fu dichiarato Monumento Nazionale.

All’inizio della sua storia misurava complessivamente 102 metri in lunghezza e 83 in larghezza e i suoi spalti potevano accogliere circa 25.000 persone. Fu edificato in parte utilizzando il banco roccioso di pietra leccese situato sul posto, in parte scavando per ricavare l’area destinata all’arena e al corridoio inferiore che gira intorno ad essa.

Le murature esterne furono a loro volta realizzate con i blocchi ottenuti dallo scavo e utilizzando varie tecniche costruttive a seconda delle necessità statiche. Un’intelligente organizzazione dei percorsi interni ed esterni favoriva l’afflusso e il deflusso ordinato del pubblico: da un portico esterno si accedeva ad un corridoio interno che, attraverso scale ascendenti e discendenti posizionati in modo alterno, conduceva alle gradinate disposte su due ordini e al podium riservato ai personaggi più illustri. I lottatori e i gladiatori utilizzavano ingressi separati e al di sotto del podium, intorno all’arena, correva una galleria che consentiva la circolazione degli animali senza pericoli per gli spettatori.

Oggi di tutto questo è rimasto veramente poco, in quanto, a causa dei terremoti e delle devastazioni susseguitesi nel corso della storia, buona parte della costruzione è andata perduta. La crescita a strati sovrapposti della città di Lecce nel corso dei secoli, inoltre, ha sommerso le mura dell’Anfiteatro Romano, facendone scomparire l’altezza originaria e contribuendo all’insolita veduta che attualmente si presenta ai curiosi: l’anfiteatro, infatti, è visibile dall’alto, praticamente affacciandosi dalla balaustra di Piazza S. Oronzo. Guardando verso il basso si osserva una parte dell’arena di forma ellittica, degli spalti e degli antri interni che continuano anche sotto il manto stradale.

Delle decorazioni scultoree recuperate, di particolare interesse sono la statua della dea Athena ora esposta al Museo Castromediano e, soprattutto, i rilievi in marmo bianco che, durante un recente restauro, sono stati collocati sul parapetto del podio. L’importanza di questi rilievi è dovuta non solo alla notevole resa naturalistica delle figure, ma soprattutto al fatto che essi documentano visivamente il tipo di intrattenimento che si teneva nell’anfiteatro e consisteva principalmente in cacce e combattimenti tra cacciatori e animali.

Quello che si ammira è solo un terzo dell’intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.

Per dimensioni risulta essere tra le più importanti testimonianze romane di tutta la Puglia.

Oggi l’arena dell’anfiteatro è utilizzata come un palcoscenico sotto le stelle che ospita concerti e spettacoli artistici di vario genere. Assolutamente da non perdere è il presepe che, durante il periodo natalizio, viene realizzato all’interno di questo Anfiteatro romano. Si tratta di un presepe tradizionale, molto legato all’ambientazione salentina, fatta di trulli e muretti a secco.

In vacanza nel Salento, scegliendo di dormire a Lecce, insieme a Piazza Duomo, la Chiesa di Santa Irene, l’anfiteatro sarà meta di una bella passeggiata nel centro storico della città.

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