Grotta Romanelli sulla costa adriatica, connubio tra storia e bellezza naturale

Grotta Romanelli sulla costa adriatica, connubio tra storia e bellezza naturale

Lungo la litoranea che da Santa Cesarea Terme conduce a Castro si trova la Grotta Romanelli, una delle tante grotte della zona venutasi a formare con il fenomeno del carsismo. Questa importantissima grotta si trova a circa due km a nord di Castro Marina, in una splendida insenatura dai colori fantastici.

La sua scoperta si deve a Paolo Emilio Stasi, un ricco proprietario terriero e mecenate della vicina cittadina di Spongano, che nel giugno del 1900, riuscì a liberarla dalla occlusione presente all’ingresso. Gli studi condotti sulla grotta hanno dimostrato come la stessa fosse inizialmente invasa dal mare; in seguito alla glaciazione il mare si ritirò fornendo all’uomo del paleolitico un luogo sicuro e accogliente dove vivere.

Successivamente, a causa di una breccia ossifera, rimase chiusa sino all’intervento di Stasi. La grotta non ha dimensioni enormi in quanto è lunga circa 25 metri, larga poco meno di 16 metri e raggiunge un’altezza di quasi 8 metri. Essa presenta una stratificazione eccezionalmente regolare: due differenti orizzonti antropici, nettamente separati tra loro da un orizzonte stalagmitico.

L’orizzonte antropico più antico, denominato “a terre rosse” appartiene al Paleolitico medio, mentre il più recente, “a terre brune”, è riferibile al cataglaciale wurmiano e quindi alle ultime fasi del Paleolitico superiore. Gli scavi e le esplorazioni hanno consentito di rinvenire ossa scheggiate lavorate, risalenti al Paleolitico superiore ed anche resti di fauna antica, tra cui i resti del pinguino boreale, della renna, dei gabbiani artici, delle gru islandiche.

Tra gli strumenti di pietra rinvenuti sono da menzionare, in particolare, raschiatoi, attribuibili alla cultura ‘Musteriana’. Altri oggetti litici, ossei e pietre incise venuti alla luce sono attribuibili alla cultura ‘Romanelliana’. Inoltre sono stati ritrovati tre scheletri umani insieme ad altre ossa sparse. Diversi strumenti di fattura umana sono conservati presso il Museo Paleontologico di Maglie e presso l’Istituto di Paleontologia dell’Università di Roma.

Ma, i rinvenimenti più straordinari, sono i graffiti parietali ritrovati all’interno della grotta salentina. Le sue pareti furono ricoperte da motivi seminaturalistici incisi, come un grosso bovide trafitto da zagaglie e un uomo intento a tendere l’arco ma, anche da disegni astratti realizzati con incisioni ovalari e fitte trame di linee graffite, ritrovate anche su pietre e ciottoli.

Essi sono straordinari perché costituiscono le più antiche forme d’arte mai rinvenute. Si è scoperta anche una pietra dipinta con disegni schematici in ocra rossa, che rappresenta il più antico dipinto rinvenuto in Italia.

Grotta Romanelli è stata la prima località italiana a restituire manifestazioni artistiche risalenti al Paleolitico e con la sua scoperta, si è avuta una svolta decisiva nella storia degli studi preistorici consentendo di accertare, in modo definitivo, la presenza del Paleolitico superiore in Italia a lungo negata dagli studiosi. Essa costituisce uno dei giacimenti preistorici più rilevanti sul piano nazionale.

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2 Commenti

  1. Ho fatto questa ricerca per la scuola ma nn pensavo che il Salento avesse così tante risorse!!!

    • Elisabetta

      Gentile Giorgia, il Salento è una terra ricca di fascino, storia e bellezze. Se decidi con la tua famiglia di visitarlo, puoi affidarti alla nostra esperienza. Ti sapremo dare tutte le risposte alle tue esigenze.
      Buona giornata.
      Elisabetta

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