La Cripta di Otranto: il mistero delle colonne e dei capitelli

La Cripta di Otranto: il mistero delle colonne e dei capitelli

Dopo aver ammirato lo splendido interno della Cattedrale di Otranto che, affascinante e misteriosa si offre agli occhi dei visitatori, attraverso due scale poste nelle navate laterali si accede alla Cripta, opera di pregevole fattura risalente forse all’epoca medievale.

Essa si estende nell’area sottostante dell’abside, del presbiterio e di parte dell’aula, possiede tre absidi ed è suddivisa in 9 navate. E’ costruita su 42 colonne, tutte monolitiche e tutte di riporto, diverse per qualità del marmo o del granito, per stile e tempo di produzione di cui si ignora la provenienza. Alle 42 colonne si aggiungono 23 semicolonne che formano 45 campate quadrangolari, più tre dell’abside centrale suddivisi in 5 filari per 9.

L’estrema disparità dei materiali delle colonne (marmo, granito, breccia) ed il fatto che alcune siano lisce ed altre ricoperte da scanalature o ad intaglio, invece di creare confusione, grazie ad una disposizione sapiente, creano l’effetto di grande omogeneità. Questa cripta è il primo esempio in terra pugliese di cripta ad oratorio e ancora una volta, come per la Cattedrale, gli elementi spaziali e compositivi riportano all’Abbazia di Montecassino.

La particolarità di questa cripta è che i capitelli sono tutti diversi tra loro, alcuni tra i quali di matrice bizantina, altri rappresentati con grifi o con quattro figure di arpie. Il capitello più bello ed anche più misterioso di tutto il complesso architettonico è certamente quello dei leoni al fianco dell’altare maggiore. Per raggiungerlo si seguono rispettivamente il capitello delle arpie, il capitello delle figure umane, per poi sostare poi davanti al capitello dei leoni.

Notevoli è anche il capitello delle aquilette con la testa in comune. Tutti questi capitelli hanno una lettura simbolica. Il capitello delle arpie con le quattro bestie che ne occupano gli spigoli potrebbe significare la tentazione a cui l’uomo è sottoposto o la precarietà dell’esistenza minata dal male; quello arabizzante dei quattro leoni con le palmette rovesciate, essendo collocato a destra dell’altare, ne positivizza il significato che può divenire così quello di Leone di giustizia. I capitelli possono essere presi come segnaletica per un itinerario spirituale da compiersi all’interno di questa cripta. Oltre ai meravigliosi capitelli, sulle pareti della cripta vi sono affreschi cinquecenteschi e tracce di decorazione medievale.

Questa cripta è di una bellezza stupefacente essendo anche la più antica di tutte le cripte pugliesi.

Otranto regala un magia che ha attraversato i secoli e che giunge fino a noi intatta. Per una vacanza in questa antica seppure moderna città, vi consigliamo di soggiornare in uno dei B&B, residence o alberghi della zona.

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