Le Torri di avvistamento sulla costa: come il Salento si difendeva dalle minacce provenienti dal mare

Le Torri di avvistamento sulla costa: come il Salento si difendeva dalle minacce provenienti dal mare

Quella che oggi è considerata una meravigliosa meta turistica con milioni e milioni di visitatori ogni anno, tanti anni fa era terra oggetto di invasioni e incursioni piratesche, in quanto ponte fra Occidente e Oriente.

Il Salento, infatti,  è sempre stato oggetto di numerosi attacchi da parte di diverse popolazioni del Mediterraneo. L’esigenza di difendere il territorio ha portato alla costruzione di castelli, masserie e residenze fortificate, cinte murarie e torri di avvistamento soprattutto lungo le coste, ma anche nell’entroterra.

Facendo una passeggiata lungo la costa, sia ionica che adriatica, si possono notare delle torri di avvistamento importanti, alcune in pessime condizioni, altre conservano tutto il loro splendore e danno anche nome e importanza  alla località di appartenenza.

Era necessario che da una torre si vedesse la successiva; l’allarme, in caso di pericolo, veniva propagato attraverso segnali sonori come il corno e le campane, o segnali di allarme visivi come il fumo di giorno o il fuoco di notte, in modo che ogni torre allertasse la successiva e soprattutto che fosse visibile da altre torri di avvistamento nell’interno.

Non sempre però vi erano capacità economiche adatte per costruire queste torri ma si escogitavano tantissimi trucchi: ad esempio per la costruzione si utilizzava acqua marina invece dell’acqua dolce o pietre poco idonee alla costruzione solo perché facilmente reperibili. Questo, molto spesso, determinava una rapida erosione delle mura. Torre Mozza, una delle marine di Ugento, fu chiamata così proprio perché crollò più volte e sempre subito dopo la fine dei lavori di costruzione.

Torre Mozza

Partendo da Lecce, fino alla punta estrema del tacco d’Italia, è possibile ammirare queste torri ricche di storia, di leggende, torri che ricordano periodi di guerra, invasioni e tradimenti.

La costruzione delle prime strutture a scopo di difesa è da attribuire ai normanni che giunsero in Puglia agli inizi del secolo XI. Ma fu ad opera degli spagnoli e di Carlo V in particolar modo, durante la seconda metà del 1500, che si realizzò un piano organico di fortificazioni costiere, allo scopo di contrastare la minaccia musulmana.

Sulle coste del Salento sono presenti circa 58 torri, situate sui promontori o sul ripiano roccioso.

La gran parte sono a pianta quadrata o circolare, con il basamento scarpato. Al piano terra una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana dal terrazzo, su di essa gli ambienti abitabili, mentre sulla terrazza superiore si poteva salire attraverso una scala spesso ricavata all’interno delle mura della torre.

Oltre a Torre Mozza ce ne sono tante altre abbastanza rinomate sia per l’importanza che ricoprono in quella località e sia per la storia che conservano. Tra queste: Torre Rinalda, Torre Palascìa o Torre San Foca sul versante adriatico; Torre Vado, Torre Pali, Torre Suda, Torre Sinfonò, Torre del Pizzo, Torre Sabea, Torre Lapillo, Torre Santa Caterina, Torre Uluzzo, Torre Sant’Isidoro ecc. sul versante ionico.

Torre Vado, per esempio è stata costruita nel XVI secolo da Carlo V per difendere il territorio salentino dalle invasioni dei pirati Saraceni. La torre di guardia si trova sulla costa a pochi metri dal mare. Per la sua vicinanza con il centro abitato di Salve era stata adibita a torre cavallara, cioè era dotata di un messaggero a cavallo che in caso di pericolo partiva per avvertire i paesi dell’entroterra.

Torre Suda venne fatta costruire contro le invasioni turche. L’origine del nome Torre Suda, secondo alcuni racconti, deriva dal fatto che la torre di avvistamento, smesse le sue funzioni militari, venne sigillata e usata come cisterna d’acqua per gli abitanti della frazione. La torre in seguito alla traspirazione, sembrava “sudasse”.

Tutte le torri hanno un aneddoto specifico o comunque un episodio collegato alla loro costruzione. La Torre dell’Omomorto, per esempio, nei pressi di Santa Maria di Leuca, risale al 1555 e la sua denominazione  è dovuta ad alcune ossa umane ritrovate all’interno.

Passeggiare lungo la costa salentina e scorgere queste torri, tra paesaggi rurali e il colore cristallino del mare, provoca una strana sensazione. E’ come se, con la mente, si  rivivessero quei momenti storici di paura, panico, guerra e conflitto, dei momenti che hanno segnato la storia e la cultura di questa terra.

Il Salento, terra di conquista da parte dei diversi popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. Alcune proposte di villette sul mare, ville con piscina, case vacanza e B&B in alcune delle marine dove è ancora oggi possibile vedere le antiche torri di avvistamento: Torre Mozza,  Torre Specchia, Torre Suda.

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