Reportage fotografico Lecce città del barocco

Reportage di Khaled - Sicilia

Mi affaccio alla finestra dell'appartamento che ho preso in affitto, appena arrivato a Lecce. Sotto di me, la pianura dove fino all'altro ieri i prati erano bianchi di brina. Sullo sfondo, le pale eoliche che sembrano far fatica a girare, forse stanche di una giornata di lavoro. L'aria odora di umido, e un lieve scirocco accarezza il volto dei passanti.
So già che le foto non verranno granchè con la sabbia che di certo svolazzerà nell'aria: pazienza, di certo non posso perdermi l'occasione di immortalare questo angolo di Sicilia in Puglia, dove la gente ti parla in siciliano come fossimo a Messina e il barocco ricorda quello di Noto.

Qualche clacson rado interrompe la quiete di questo tramonto di fine inverno, mentre il caffè che ho appena assaggiato non è stato di mio gradimento, conferendo un gusto dolceamaro a questa giornata. Dormo un paio d'ore, stremato dal viaggio e dal sonno arretrato. Dopo cena mi vedo con Lanfranco: sembra non siano passati quattro anni da quando ci siamo visti l'ultima volta, uniti come siamo dalla passione per la meteorologia. Si parla del tempo, com'è ovvio, delle splendide ragazze leccesi, della cucina locale, della città che fa passi da gigante ogni giorno di più, con locali aperti ovunque e turisti che s'innamorano di queste zone. Gli inglesi hanno ribattezzato questi luoghi "Salentoshire": posti dove passare piacevoli settimane lontani dall'uggiosa Gran Bretagna.

I leccesi si considerano cugini dei siciliani, ma molti siciliani non lo sanno: quei pochi che lo scoprono rimangono tramortiti dalla somiglianza dei luoghi, del dialetto e delle persone. Il mattino dopo, infatti, dopo la serata con Lanfranco, un tizio davanti all'albergo mi guarda incuriosito parlare al telefono e domanda:

"Siciliano"?
"Si"
"Messinese"?
"Si"
"Eggià, voi siete quelli che avete l'accento più simile al nostro.
"Palìammu", lo correggo.
"Palìammu, come sùaru, cùasi, rùassu"
"Che?", domanda sgranando gli occhi il povero salentino.
"Parlavo della pronuncia palermitana"
"Ah..."

Mi incontro con Carlo e Francesco: due persone squisite, e non solo perchè Carlo mi ha accolto con un "benvenuto nel Salento" e un vino Squinzano fantastico. E' stata una mattinata indescrivibilmente bella tra le vie di Lecce, un azzardo barocco. Si, azzardo, perchè è un azzardo, per chi non vi è mai stato-per me è la quarta volta-percepire la bellezza di questi luoghi interamente.
Dopo averli salutati mi ferma una ragazza che vuole farmi abbonare a una libreria: malgrado il mio cortese rifiuto continua a parlarmi, sperando fosse che la sua parlantina mi facesse capitolare. Io invece sono ipnotizzato dalla sua somiglianza con una ragazza che ho frequentato per anni in passato: stessi ricci neri, stessi occhi grandi marroni, stesse forme, stessa statura, stesso modo di fare.

Dopo un fugace pranzo in una Lecce bianca di pietre antiche e di scirocco che colora di questa tinta il cielo, torno in albergo. Di pomeriggio esco da solo. Inizia a piovigginare, e il cielo alterna le velature da fronte caldo a nuvoloni più densi. Malgrado ciò, in pieno centro il termometro segna dieci gradi alle diciassette: a volte dimentico che siamo più a nord di Messina. Cammino fotografando ogni anfratto, ogni cantuccio, ogni particolare.
Osservo la gente, i palazzi, le Chiese. Vedo che i clacson si usano poco (anche se pure qui quando si usano si usano "seriamente"), vedo tante biciclette. Lecce mi sembra, mi è sempre sembrata, un buon compromesso tra ordine e creatività, tra espansività e rigore. Ma può essere un'impressione da turista, visto che Lecce, assieme a Palermo e Napoli, per me è la città più bella del sud Italia. Attendo pazientemente che si faccia sera, e riincontro la ragazza. Le sorrido (come a dire: niente da fare) e vado via sotto la pioggia battente, alla ricerca di altre zone da "pittare" con la digitale.

Domattina si parte. Finisce una magnifica vacanza nel Salento. Nessuna riflessione su questo viaggio, solo appagamento, solo soddisfazione. Nessuna considerazione sulle differenze nord-sud, sul ritorno a casa, sull'incontro piacevole e misterioso con la ragazza-sosia. Sono contento.

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Una cartolina da Piazza S.Oronzo
anteprima piazza S.Oronzo
ingrandiscipiazza S.Oronzo                        21-01-2007
La sera, Piazza Sant'Oronzo, il cuore di Lecce, lascia senza fiato. Tutto è lucido di pioggia, l'aria è fresca e umida, e in centro si passeggia. Sembra una cartolina.
La basilica di Santa Croce
anteprima basilica S.Croce
ingrandiscibasilica S.Croce                        20-01-2007
una delle meraviglie del barocco leccese
Per le vie di Lecce
anteprima per le vie di Lecce
ingrandisciper le vie di Lecce                        20-01-2007
E' stata una mattinata indescrivibilmente bella tra le vie di Lecce, un azzardo barocco. Si, azzardo, perchè è un azzardo, per chi non vi è mai stato.
Una tipica corte a Lecce
anteprima una tipica corte a Lecce
Notare i conci di tufo tipici di Lecce.
Un angolo qualsiasi
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ingrandiscistradine del Centro                        21-01-2007
Veduta di una delle tante stradine del centro
Passeggiando per il centro
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ingrandiscipasseggiando per il centro                        21-01-2007
Nel vagare per le viuzze del centro, ci si può imbattere in questo scorcio di Santa Croce da togliere il fiato.
Piazza Duomo
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Piazza Duomo
Passeggiando per il centro
anteprima vagando per il centro
ingrandiscivagando per il centro                        20-01-2007
Commento foto
Lecce
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ingrandisciLecce dal basso                        20-01-2007
guardando lecce dal basso
Lecce
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commento
Balcone barocco
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ingrandiscibalcone barocco                        21-01-2007
Commento foto
Palazzo dei Celestini
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ingrandiscipalazzo dei Celestini                        21-01-2007
palazzo dei Celestini
La statua di S.Oronzo
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Palazzo dei Celestini
anteprima palazzo dei Celestini altro angolo
ingrandiscipalazzo dei Celestini altro angolo                        21-01-2007
da altra angolazione
Lecce
anteprima Lecce
ingrandisciLecce                        21-01-2007
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