Il tamburello, il re della pizzica salentina

Il tamburello, il re della pizzica salentina

Dici Salento e pensi “pizzica”. Chi non ha mai assistito, durante le vacanze al mare in questa splendida terra, ad un concerto o a gruppi improvvisati che ballano e cantano al ritmo del tamburello e di antiche nenie dialettali che parlano di amore, di vita campestre e di avvenimenti storici locali?

Lo strumento principe di questa musica è senza dubbio il tamburello, che spesso si accompagna alle note delle armoniche a bocca, delle fisarmoniche e, in tempi più recenti, anche dei violini e delle chitarre.

Il tamburello è uno strumento a percussione appartenente alla categoria dei membranofoni, diffuso in tutto il Mediterraneo meridionale. È costituito da un cerchio di legno sul quale è tesa una membrana di pelle. Sul telaio, poi, ci sono delle fessure nelle quali sono montati dei piccoli sonaglietti che tintinnano ad ogni colpo.

Diverse sono le varianti di questo strumento:

– Tamburello con battente: suonato con una bacchetta;

– Tamburello a mano: sprovvisto di sonagli;

– Tammorra: con i sonagli ma di dimensioni più grandi;

– Tamburo del mare: di origine italiana, si compone di due membrane che isolano lo spazio interno al telaio, nel quale sono inseriti dei pallini di piombo.

Il tamburello è uno strumento tipico della tradizione popolare, in passato esclusivamente femminile, così come testimoniano i dipinti dei grandi pittori medievali, come Giotto.

Come si suona questo particolare strumento? Anche intuitivamente, semplicemente battendo con la mano sulla membrana. Nel corso del tempo, però, c’è chi si è specializzato ed ha sviluppato delle tecniche vere e proprie (che servono anche per limitare nel tempo i dolori alle mani).

Un metodo di utilizzo prevede di variare le dita che percuotono la membrana, oppure far suonare i sonaglietti frizionando un dito sulla membrana.

Tra i costruttori di tamburelli più affermati, a Torrepaduli – regno della pizzica e del tamburello – Rocco Luca è sicuramente il più conosciuto. L’artigiano costruisce i suoi strumenti in maniera totalmente manuale, utilizzando pelli di capretto e di capra per le membrane e trattando i telai solo con oli naturali. Per venire incontro alle esigenze dei clienti e degli appassionati, Rocco Luca fa scegliere dimensioni, colori e numero di sonaglietti. Un laboratorio tutto da scoprire per immergersi nell’antica tradizione musicale salentina.

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