Festa di Sant’Antonio Abate: tanti appuntamenti da non perdere nel Salento

Festa di Sant’Antonio Abate: tanti appuntamenti da non perdere nel Salento

Secondo un detto famosissimo “l’epifania…tutte le feste porta via!” Non sempre!…si concludono le feste natalizie ma il Salento da il via ai preparativi per la famosissima festa dedicata a Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio. Una festa ricca di appuntamenti religiosi e civili ma che prevede anche iniziative culturali, sagre e incontri vari.

Sant’Antonio è detto Santo del porcello o più esattamente degli animali, perché secondo la cultura popolare ha la facoltà di proteggere gli animali da cortile e da stalla. I festeggiamenti, quindi, prevedono sempre il rito della benedizione degli animali. Una volta questa benedizione era associata alla distribuzione di pane benedetto per dar loro da mangiare nel caso fossero affetti da alcune malattie; in questo modo si chiedeva al santo di intervenire per la loro guarigione.

Ciò che caratterizza maggiormente la festa è la cosiddetta Focara. E’ un termine dialettale che sta ad indicare un falò di legno da bruciare. E’ un rito tradizionale che consiste nel creare cumuli di fascine agli incroci delle strade delle città e dar loro fuoco la sera della vigilia della festa liturgica.

Il paese che più di tutti celebra questo rito da tantissimi anni ormai, è Novoli, un paesino di poco più di 8 mila abitanti. I cittadini hanno una particolare devozione per il Santo (probabilmente risalente all’epoca bizantina) tanto da diventare l’evento clou dell’inverno salentino, atteso da turisti e pellegrini.  Ciò che la caratterizza, rispetto agli altri festeggiamenti, è la maestosa focara alta circa 20 metri che non ha pari, almeno in Italia.

La festa di Sant’Antonio Abate di Novoli è la più conosciuta e la più sentita ma non è la sola. Novoli dista 13 chilometri da Lecce, quindi potete tranquillamente soggiornare nel bellissimo capoluogo e dedicarvi anche ad un’interessante visita alla città.

Sono tanti i centri del Salento, devoti a questo santo, che decidono di festeggiarlo con focare e sagre.

Primo fra tutti Nardò. Qui si tiene la 38esima edizione de La Focara.

Dietro la chiesa del Sacro cuore si organizza un grazioso falò, e dopo la messa e l’usuale processione per le via della città si procede, anche qui, alla benedizione degli animali.

La manifestazione si tiene, precisamente, presso la Cripta bizantina nel tentativo di rivivere il rito così come si faceva una volta quando si trascorreva l’intera giornata presso l’ipogeo dedicato a Sant’Antonio Abate. E’ poi un evento organizzato dall’ARTT, Associazione per il recupero delle tradizione e del territorio, che ha come finalità quello di sensibilizzare al recupero del rito della Focara e della Cripta stessa.

Sempre in serata si svolge la famosa sagra in onore del Santo. La festa, infatti,  procede fino a tarda notte con cibo e musica popolare. Vengono allestiti degli stand per l’occasione che offrono degustazioni di prelibatezze enogastronomiche: dalle famose pittule, ai panini con wurstel, salsiccia e vino a volontà. A completare il tutto un divertente spettacolo di cabaret. Vi suggeriamo di partecipare a questo evento, magari approfittando per pernottare in un albergo o B&B o case vacanza o villaggio a Gallipoli.

Il fuoco diventa il fulcro della festa anche a Racale, un fuoco alto circa 4 metri, intorno al quale si benedicono gli animali e si da il via a una deliziosa sagra della salsiccia. La festa di Sant’Antonio, infatti, è l’occasione che tutti i cittadini aspettano per gustare carne alla brace, ovviamente accompagnata da un buon vino salentino. A rallegrare la festa un gruppo locale, famosissimo per la sua pizzica,  Lu Rusciu Nosciu.

Un’occasione per stare insieme e festeggiare e soprattutto per ricordare le vecchie tradizioni: la focara di Sant’Antonio a Taviano. Il falò, infatti, che viene acceso sul piazzale della Chiesa di Santa Marina, arde non solo per devozione ma soprattutto per riportare alla memoria le focareddhe che venivano, tanti anni fa, organizzate tra i vari rioni del paese; ci si riuniva intorno al fuoco per pregare e poi si utilizzava la brace per riscaldare le fredde case d’inverno. Proprio come allora, anche oggi, si degustano piatti tipici e ci si diverte a ritmo di musica popolare.

Per partecipare alle sagre di questi due paesi dell’entroterra salentina, vi suggeriamo di pregustare una vacanza nel Salento, soggiornando in uno dei B&B caratteristici proposti a Racale.

Stessa cosa avviene a Maglie. Alle 15.30 si inizia con la benedizione degli animali, dai più piccoli ai più grandi per poi continuare la serata mangiando panini, pittule e peperoni, preparati personalmente dalle donne della città e riscaldandosi intorno al falò alto circa 5 metri.

Porto Cesareo si distingue per i suoi lunghi 6 giorni di festeggiamenti in onore del Santo. La festa è organizzata dal comitato feste presieduto dal signor Antonio Martina. Fu proprio sua nonna, 70 anni fa a dare il via alla tradizionale focara facendo anche realizzare la statua in cartapesta. Una serie di riti religiosi che iniziano il 17 gennaio per poi arrivare a quelli civili. Il 22 gennaio la banda rallegra le vie della città e il fuoco alto 12 metri riscalda gli animi dei cittadini. Palloni aerostatici, musica dal vivo, carne e tanta allegria. Una settimana da vivere: scegliete un hotel a Porto Cesareo per non perdervi nemmeno un giorno di questa grande ricorrenza.

Se avete curiosità di assistere e partecipare a queste tradizionali e molto sentite feste salentine e volete approfittarne per fare una breve vacanza, avete molta scelta circa il posto in cui soggiornare.

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