Alla scoperta della cucina povera salentina: la rivoltata

Alla scoperta della cucina povera salentina: la rivoltata

Conoscere una terra significa assaporarne i gusti, le sfumature e quindi i piatti tipici. Per una riscoperta delle origini profonde del Salento, cosa c’è di meglio della rivoltata? Piatto della cucina povera, nasce come industrioso e intelligente metodo per riciclare le verdure rimaste dal giorno prima. Oggi divenuto una pietanza caratteristica che gode del vantaggio d’essere una ricetta semplice, adatta anche al cuoco più amatoriale. La rivoltata può essere servita anche come contorno o antipasto insieme ad altre specialità.

Vediamo di cosa abbiamo bisogno per portare a termine la nostra ricetta: verdure avanzate dal giorno precedente (cime di rapa, cicoria, cavolfiori, spinaci, cicorielle selvatiche, e qualunque altra verdura cotta), patate lesse, sale, peperoncino, aglio, rosmarino, 4/5 pomodorini e olio d’oliva. Hai tutto a portata di mano? Bene, cominciamo. Strizziamo la verdura con le mani, mettiamola poi su un tagliere e tagliuzziamola con un grosso coltello.

A questo punto passiamo alla cottura delle patate, che deve avvenire in acqua fredda, salata in quantità equivalente a quella delle altre verdure. Ogni mezzo chilo di verdura e di patate, versiamo mezzo bicchiere d’olio di oliva in una padella larga, lasciamo che si riscaldi e aggiungiamo i nostri 4/5 pomodorini. Fai attenzione però, questi devono essere tagliati  in quattro. Con cautela regoliamo il sale e aggiungiamo del peperoncino. Spremiamo anche due spicchi d’aglio e uniamo un cucchiaino colmo di aghi di rosmarino fresco.

È quindi il turno delle verdure tagliuzzate, che saranno lasciate insaporire nell’olio. Aggiungiamo le patate lesse schiacciate con la forchetta, e con un cucchiaio, preferibilmente di legno, amalgamiamo i due ingredienti sino a quando il loro colore non è uniforme. Verifichiamo la giusta presenza di sale e di peperoncino. Non ci resta che versare il tutto in un piatto da portata e gustarci la nostra  rivoltata. È un ottimo contorno, indicato con polpette al ragù, con la bistecca arrosto e con la pignata di carne di cavallo.

Non resta che augurarvi buon appetito!

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