La Fontana Greca di Gallipoli: la più antica d’Italia

La Fontana Greca di Gallipoli: la più antica d’Italia

La città di Gallipoli, situata sul mar Ionio, è una delle mete più ambite dai turisti nel Salento, poiché ricca di bellezze paesaggistiche ed artistiche. Chi giunge a Gallipoli resterà affascinato dalla bellezza dei suoi numerosi palazzi, dalle chiese, dalle sue stradine, dai vicoli e corti che si trovano nel centro storico. Ma prima di giungere ad ammirare la città vecchia, sosterà necessariamente davanti alla Fontana Greca.

Essa si trova nei pressi del porto e del Castello Angioino, precisamente vicino al ponte seicentesco che collega la città vecchia con la nuova. Questa non è la sua ubicazione originale, poiché in origine la struttura era collocata vicino alle antiche terme per poi essere trasportata verso la metà del XVI secolo nei pressi della Chiesa di San Nicola e infine giungere all’attuale collocazione.

La tradizione del posto vuole che sia stata costruita da popolazioni elleniche nel III secolo a.C. da cui deriva il nome di Fontana Greca ma, dopo maggiori studi, si è scoperto che risale al periodo Rinascimentale.

La fontana è costituita da due facciate: una che guarda a scirocco e una che guarda a tramontana.

La facciata a scirocco è la più antica ed è molto ricca di ornamenti. Nella base troviamo quattro piedistalli che sorreggono quattro cariatidi, due figure maschili e due femminili. In alto troviamo l’architrave con scene delle fatiche di Ercole. Nei tre comparti ricavati tra le quattro cariatidi ci sono dei bassorilievi che raffigurano le metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide.

A sinistra di chi guarda troviamo Dirce, regina di Tebe che, vinta dalla gelosia, oltraggia la nipote Antiope e fu condannata dai figli di quest’ultima ad essere dilaniata da due tori infuriati. Dirce è rappresentata a terra fra due tori e, più in alto, si nota Dioniso nell’atto di trasformarla in una fontana di pietra. Il distico latino sul profilo dell’architrave mette in guardia dai rischi della gelosia.

Al centro troviamo il mito di Salmace, la ninfa che pregò gli dei di formare un solo corpo con Ermafrodito di cui era innamorata. I loro corpi nudi sono rappresentati incatenati, mentre si trasformano in una sola fonte, in presenza di Venere e Cupido. Il distico di Ausonio invita a star lontani dai piaceri dell’amore.

A destra vi è scolpito il mito di Biblide che, innamorata del fratello Cauno e da questi respinta, consapevole dell’errore, pianse fino a consumarsi di lacrime e che gli dei, impietositi, trasformarono in una fontana di pietra. Qui la ninfa distesa stringe tra le mani il mantello del fratello, mentre l’iscrizione invita ad avere orrore di un amore illecito.

Tra le quattro basi vi sono tre vasche sostenute ciascuna da tre puttini: esse ricevevano l’acqua sgorgante dai fori ricavati nelle statue, che si raccoglieva poi, nella vasca più grande oggi sotto il livello stradale.

La facciata di tramontana venne costruita a spese del comune di Gallipoli come spalliera alla precedente. La costruzione risale probabilmente al 1765 e su di essa troviamo lo stemma di Gallipoli, cioè l’immagine di un gallo con la corona e una epigrafe che recita “fideliter excubat” e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. In basso è collocato l’abbeveratoio dove in passato gli animali si dissetavano.

La fontana, fortemente consumata dal tempo, è stata oggetto di un lungo restauro certosino ed ora la si può ammirare in tutto il suo splendore.

Infine una curiosità: vista la bellezza e la storicità della fontana, le Poste Italiane hanno incluso la Fontana Greca di Gallipoli nella serie di francobolli dedicati alle fontane d’ Italia.

Sicuramente un’occasione per rendere una vacanza nel Salento un perfetto connubio tra mare e storia: vi suggeriamo di organizzare un soggiorno in albergo o B&B o residence a Gallipoli.

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