Un Carnevale tutto Salentino: usanze e vecchie tradizioni

Un Carnevale tutto Salentino: usanze e vecchie tradizioni

La festa del Carnevale è sicuramente un’ottima occasione per venire a conoscere il Salento.

È una festa molto sentita e dalle origini antichissime. Secondo la tradizione cattolica si festeggia prima della Quaresima e il termine deriva dal latino carnem levare, che significa togliere la carne, non consumare più carne fino a Pasqua, per rispetto a Gesù in croce.

Sono numerosi i paesi che si dedicano con amore a questi festeggiamenti, che solitamente hanno inizio il 17 gennaio con la “focara di Sant’Antonio”. Il carnevale è diventato, ormai, un appuntamento irrinunciabile, un’occasione per dare sfogo alla propria creatività e alla propria fantasia.

L’elemento caratteristico è la maschera il cui nome deriva dal longobardo “masca”, cioè anima di morto, motivo per cui la maggior parte delle maschere sono di colore nero. Oggi però si tratta di maschere dai mille colori che trasmettono allegria, divertimento e voglia di spensieratezza. Il tutto si svolge nelle  piazze e le stradine delle città tra coriandoli e musica…Sia bambini che adulti si travestono per partecipare alle sfilate, sfoggiare i migliori abiti,  ballare a ritmo di pizzica o dilettarsi nella danza brasiliana.

Il secondo Carnevale in Puglia per importanza, dopo Putignano, è sicuramente Gallipoli.

Un posto interessantissimo e alquanto originale per trascorrere il Carnevale potrebbe essere la Grecìa Salentina. È un insieme di nove comuni, situato nell’estremo sud meridionale, in cui si parla un dialetto neo – greco noto come grecanico o griko. Il comune che provvede ogni anno ad organizzare i festeggiamenti è Martignano. Si organizzano laboratori manuali per impastare e modellare maschere in cartapesta, si programmano feste tra le strade dei paesi con sbandieratori, gruppi musicali, spettacoli d’arte, concorsi a premi per le maschere più belle.

La Quaremma sul terrazzo di una casa

L’evento più caratteristico del carnevale della Grecìa Salentina è rappresentato dalla “morte te lu paulinu”. Con questo evento non si fa altro che rivivere l’atmosfera delle feste medievali quando ai contadini era concesso dire tutto ciò che pensavano dei loro padroni. È un momento di grandiosa teatralità grazie alla bravura e alla fantasia di attori locali, che ne approfittano dello spettacolo per ridicolizzare personaggi e fatti locali. Il martedì grasso Lu Paulinu, in cartapesta (opera dell’artista Nico Rizzo), si concede al rito funebre. Questo rito è segnato da varie fasi: “lu consulu”, un tradizionale banchetto dove viene offerto del cibo a Nina Sconza, la moglie, e a tutti coloro che soffrono per la sua morte, il rito funebre, dove il fantoccio viene portato in giro per le vie della città. A lui sono rivolte urla e pianti di Nina davanti a migliaia di giovani giunti per assistete al comico spettacolo.

La sera si conclude con una grande focara, in cui si brucia il fantoccio e sui balconi delle case si colloca la Quaremma o Caremma (fantoccio di paglia a forma di donna seduta su una sedia, vestita di nero come segno di lutto e con un filo di lana nella mano destra). Sta a simboleggiare l’inizio della Quaresima.

Un’altra maschera tipica è lu sciacuddhuzzi. È diventata una sorta di mascotte del carnevale di Aradeo e rappresenta un buffo e spiritoso uomo, piccolo e dispettoso, con pancia e cappello strano che la notte prende di mira grandi e piccini per scherzi e burle varie. È un personaggio alimentato dalla leggenda popolare, chiamato con nomi diversi a seconda delle zone.

Lu Casaranazzu, invece, è la maschera ufficiale della città di Casarano. Ha baffi, camicia blu e pantaloni azzurri (colori delle squadre sportive della città) e una cintura di cuoio intorno alla vita come simbolo della sua vocazione “calzaturiera” della città che raffigura.

Sfilata tra le vie del paese

A Casarano il Carnevale si festeggia per le vie della città da più di 10 anni ed è organizzato dalla Pro Loco con l’associazione Amici del Carnevale. Sono circa 1200 concorrenti che sfilano per poi essere valutati da una giuria che decreta il vincitore della manifestazione. Carri allegorici che rievocano il Carnevale Brasiliano, vestiti e costumi particolari, maschere di ogni tipo. Un programma veramente ricco di eventi, concerti  e mostre che animano le serate e le giornate di febbraio fino al martedì grasso.

La tradizione del Carnevale si ripete di anno in anno anche a Morciano. È sempre stato meta di feste e sontuose manifestazioni che duravano intere settimane. Venivano organizzate delle vere e proprie mascherate per divertirsi, ballare e suonare in compagnia. Per alcuni anni è stato abbandonato per poi essere ripreso da un gruppo di persone molto appassionate e vicine allo spirito carnevalesco. E’ un mix perfetto di allegria, talento, umorismo e geniale fantasia. Una festa raffinata e curata in ogni dettaglio, che nello stesso tempo  rientra perfettamente tra le feste popolari doc.

Il momento che tutti aspettano con gran curiosità è la sfilata dei carri allegorici. Una scenografia ricca di colori, grandi maschere di cartapesta che stupiscono ogni anno di più. Addirittura si riproducono delle simpatiche scenette per divertire il pubblico e coinvolgerlo con scherzi, non sempre di ottimo gusto!

Si tratta di una tradizione portata avanti da anni grazie anche alla disponibilità di professionisti che curano le rappresentazioni sceniche e coreografiche e grazie alla partecipazione attiva di tutti i cittadini.

Oltre a questi, sono tanti i paesi salentini che si dilettano nella preparazione di questo evento per renderlo esclusivo e incomparabile. Da segnalare: Copertino, anche qui particolarmente devoti a Lu Paulinu, Andrano, Corsano, Supersano che si riempie di migliaia di persone incuriosite dal tema trattato dai carri, tenuto nascosto fino all’ultimo giorno, o anche Scorrano Nardò Melendugno con la sua Ape Mielina e un lungo corteo seguito dalla banda musicale. Il paese è conosciuto per la sua produzione di un miele particolarmente prelibato e prodotto qui da anni. Quindi Mielina è una piccola ape che trasporta il miele, elemento caratteristico della sfilata.

Anche per quanto riguarda la cucina si rispettano le vecchie tradizioni, dalle conosciutissime Chiacchiere (dolci fritti e cosparsi di zucchero a velo), alla Fucazza de Carnuale (Focaccia di Carnevale), una torta salata tipica della zona, ripiena di carne di maiale a pezzetti.

Perchè non approfittare di questo divertentissimo evento per conoscere la penisola salentina?! E’ una terra che incanta per la sua allegria e vitalità e che coinvolge tutti con le sue emozioni!

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1 Comment

  1. Molto. Molto bello…comunque io sono di Aradeo…bellissima scrittura e introduzione..,

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