Porta Rudiae: un magnifico accesso al centro storico di Lecce

Porta Rudiae: un magnifico accesso al centro storico di Lecce

Il centro storico di Lecce, città di primaria importanza nel Salento, è accessibile da tre porte di cui la più antica è Porta Rudiae.

Collocata nella zona ovest della città, deve il suo nome all’ormai scomparsa città di Rudiae, patria del poeta latino Quinto Ennio, verso la quale era orientata. Quella che si presenta ai nostri occhi, non è l’originale in quanto quella fu distrutta durante un crollo nel Seicento. Oggi ammiriamo la porta generosamente ricostruita da un patrizio leccese nel 1703, Prospero Lubelli.

La porta di origine medievale svolgeva una funzione difensiva, rappresentando un punto di accesso alla città protetta da solide mura. Quando fu ricostruita, nel diciottesimo secolo, la funzione difensiva sarebbe stata al quanto inutile dato che non vi erano più seri pericoli di incursioni per gli abitanti del centro abitato. Da qui, derivò il desiderio di rivolgere l’attenzione ad un aspetto prettamente estetico della porta piuttosto che strategico.

Lo stile architettonico è quindi neoclassico ma, si notano reminiscenze barocche. La facciata è costituita da un unico fornice inquadrato da colonne che poggiano su di un alto podio e sorreggono un fregio su cui sono collocati i busti dei mitici fondatori della città: Euippa sposa di Idomeneo, Malennio Re dei Salentini, Dauno figlio di Malennio e Idomeneo che diede il nome alla città di Lecce. Sotto il busto di Malennio si legge: “Io sono il re e il fondatore della città, Malennio figlio di Dasumno e nipote di Salo”. Sotto quello di Dauno si legge: ” Io sono il re Dauno, figlio di Malennio, illustre per il mio regno e il maneggio delle armi”. Sotto il busto di Euippa si legge: ” Euippa, sorella di Dauno, sopravvissuta al fratello, con mano di donna seppi reggere lo scettro avuto”. Sotto il busto di Idomeneo si legge: ” Io Lizio Idomeneo, col matrimonio con Euippa, ottenni la città che mio suocero aveva fondato e la ingrandii”.

La porta è dominata in alto dalla statua di Sant’Oronzo, patrono della città, ed è accompagnata lateralmente dalle statue di Sant’Irene e San Domenico.

Questa porta è anche detta di Sant’Oronzo poiché è ad esso consacrata, così come si legge dall’iscrizione sulla sommità del coronamento:

A Dio ottimo Massimo. Al Divo Oronzio Patrono della città e della provincia, che sempre aveva protetto la regione, Prospero Lubelli, Patrizio leccese, ebbe cura di dedicare questo nuovo arco, che guarda l’antica Rudiae. E poiché egli non guardò a spese, pur di costruirlo più augusto e sontuoso, di quello antico che era crollato, Cesare Belli Sindaco, suocero ed erede del munificente signore, col consenso unanime del Municipio di Lecce, volle che qui ne fosse ricordato il nome (quantunque altrimenti avesse ordinato nel suo testamento).

Prima della costruzione di Porta Napoli e della via che porta a Brindisi, era questa porta la principale arteria della città.

Da questa porta ci si addentra verso il centro storico per ammirare le bellezze da esso custodite.

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