Nel centro storico di Galatina alla scoperta della Chiesa di San Pietro e Paolo

Nel centro storico di Galatina alla scoperta della Chiesa di San Pietro e Paolo

Nel cuore del centro storico di Galatina, nel cuore del Salento, e precisamente in Piazza San Pietro, si erge maestosa la Chiesa di San Pietro e Paolo, con la sua facciata di ineguagliabile bellezza e dal chiaro stile barocco.

La chiesa Matrice fu costruita ex novo nel 1633, come testimonia l’iscrizione sul cornicione, sull’area di un precedente edificio sacro in cui si officiò in rito greco sino ai tempi del papa Sisto IV. L’edificio fu poi completato nel 1770 con la costruzione dell’ordine superiore riparando anche ai danni che subì durante il terremoto del 1743. Sembra molto verosimile che, in un primo tempo, la chiesa potesse essere dedicata non ai Principi degli Apostoli ma, all’Immacolata Concezione di Maria, vista la collocazione centrale della sua statua sulla facciata.

Il prospetto, in pietra leccese, presenta due ordini. Nell’ordine inferiore si trovano tre portali e due finestre riccamente decorati, ai quali lavorò Giuseppe Zimbalo, uno degli architetti che contribuì alla magnificenza che regna sulla facciata della Basilica di Santa Croce a Lecce. Nella parte centrale si apre la porta principale delimitata da un doppio ordine di colonne che sorreggono un architrave, al centro del quale vi è la data 1633; sull’architrave due cimose barocche conducono verso la nicchia con la statua dell’Immacolata. Alla sua destra troviamo la statua di San Pietro e alla sua sinistra quella di S. Giuseppe patriarca con Gesù bambino in braccio. Dentro le nicchie dei portali laterali si trovano le statue di due santi mercedari, S. Pietro Nolasco fondatore dell’ordine della Mercede, una sorta di cavalieri religiosi, mentre l’altro è S. Raimondo di Portuel detto ” non-nato” in quanto fu estratto dal ventre con taglio cesareo quando la madre era già morta. Chiudono e completano l’arredo due preziosi finestroni.

Nell’ordine superiore le due paraste delimitano lo spazio centrale, in cui sono inserite la finestra riccamente fregiata e le due nicchie contenenti due statue: San Trifone a destra e San Paolo a sinistra. Lateralmente svettano vasi ricolmi di fiori e si adagiano le eleganti volute a raccordo del timpano che inquadra lo stemma civico.

L’interno è suddiviso in tre navate: le navate laterali, coperte con volta a crociera, terminano in due ampie cappelle, mentre quella centrale, con le capriate nascoste da una volta a botte lunettata, è chiusa da un ampio presbiterio con profondo coro. Gli ambienti interni, quasi interamente rifatti nel 1875, presentano nella volta della navata centrale affreschi del pittore napoletano Vincenzo Paliotti, riguardanti la vita di San Pietro.

Nelle navate laterali si trovano diversi altari intitolati ai santi e corredati da una tela a tema. Nelle cappelle ai lati dell’altare maggiore si trovano a destra la statua in marmo dell’Immacolata, dello scultore napoletano Giuseppe Sammartino, campeggiante su un altare in marmo policromo, e a sinistra quella di San Pietro, del leccese Giuseppe Cino. Nella cappella di San Pietro si conserva un antico busto argenteo del Santo e la pietra dove, secondo la tradizione, l’apostolo sedette durante la sua sosta a Galatina, nel viaggio verso Roma.

Ogni anno, dal 28 al 30 giugno a Galatina si tengono i festeggiamenti in onore di San Pietro e Paolo, protettori della città. Bancarelle, luminarie e riti religiosi richiamano l’attenzione di migliaia di visitatori che, nei tre giorni di festa, gremiscono le vie del centro cittadino. Al programma di carattere religioso, si aggiungono altri appuntamenti come i concerti bandistici, gli spettacoli di musica leggere e, in chiusura dei festeggiamenti, lo spazio dedicati ai fuochi pirotecnici. La festa patronale dei SS. Pietro e Paolo è per i galatinesi la festa che apre le porte all’estate. E non c’è modo migliore di aprire l’estate salentina ballando a ritmo della pizzica e commettendo un peccato di gola con il famoso pasticciotto di Ascalone.

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