Grotta Zinzulusa: il fenomeno carsico più suggestivo della costa adriatica

Grotta Zinzulusa: il fenomeno carsico più suggestivo della costa adriatica

La Grotta della Zinzulusa rappresenta uno dei capisaldi della città di Castro, sia per la posizione e sia perché rappresenta una delle più interessanti manifestazioni del fenomeno carsico in tutto il territorio salentino.

Il nome Zinzulusa deriva dalla presenza al suo interno di stalattiti e stalagmiti che in dialetto salentino vengono chiamate zinzuli ovvero stracci.

Nel 1793 il vescovo Monsignor Del Duca affermò di aver scoperto, all’interno, i resti del tempio della Dea Minerva. Ma successivamente, altri studiosi salentini si cimentarono nella scoperta e non trovarono nessuna traccia di un antica presenza dell’uomo quindi esclusero di trovarsi di fronte ai resti di un tempio. Nel 1957 fu aperta al pubblico.

La grotta si articola in varie parti e l’itinerario a scopo turistico è lungo circa 150 metri.

La prima parte relativa all’ingresso, è ricca di stalattiti e stalagmiti. L’acqua è limpidissima e dolce. Una volta superata la parte iniziale si entra nel Corridoio delle Meraviglie, uno stretto cunicolo dove ammirare forme stranissime e incredibili. Andando avanti si incontra una strana roccia che prende il nome Pulpito di pietre perché la sua forma ricorda il pulpito delle chiese.

Subito sulla destra, una particolare formazione calcarea nota come il Presepe per via della somiglianza alla statue del presepe. Sempre proseguendo si può osservare la Torre di Pisa, proprio perché ricorda il monumento di questa città toscana.

Una cavità denominata il duomo è l’ultima parte ben visibile della grotta, e quella più alta. Qui il fenomeno erosivo pare risalire al periodo “Cretacico”. Questo è il regno per antonomasia dei pipistrelli.

La parte finale è caratterizzata da una particolare stratificazione delle acque, dette Cocito, salmastre e calde quelle più basse, dolci e fredde quelle più alte.

In questa grotta sono stati rinvenuti resti di molte specie animali ma anche materiali storici di alto valore, come gli 11 vasi conservati oggi presso il museo di Maglie.

La Zinzulusa rappresenta per Castro una fonte di ricchezza non indifferente: visitata durante tutto l’anno da 100.000 di visitatori curiosi di ammirare le sue bellezze.

Per la sua eccezionale diversità biologica, è l’unica grotta italiana annoverata nel 1999 dal KWI (Karst Water Institute (Charles Town WV, U.S.A.)) tra i primi 10 sistemi carsici mondiali a rischio (“most endangered”) e meritevoli di appropriata tutela.

Di notevole bellezza nelle vicinanze la Grotta Romanelli e l’incantevole litoranea che da Otranto conduce a Santa Maria di Leuca, permettendo di ammirare la costa costituita da alte scogliere e meravigliosi punti di mare.

Hai trovato utile questo articolo?

Altre proposte che potrebbero interessarti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *